Il Piccolo Principe

Le nuove avventure del Piccolo Principe in libreria


Finalmente sono arrivate in libreria le nuove avventure del Piccolo Principe.

Accompagnato dall’inseparabile amico Volpe, Il Piccolo Principe esplorerà i numerosi pianeti della sua galassia, affrontando i tranelli del Serpente e incontrando sempre nuovi amici, in un susseguirsi di avvincenti colpi di scena.

Si comincia con il Pianeta del Tempo, dove il Piccolo Principe e Volpe si accorgono subito che qualcosa non va. In un villaggio tutto si è fermato; in un altro, tutto è accelerato. Con l’aiuto del loro nuovo amico Caracatùs, decidono di partire alla ricerca del Grande Orologiaio. Lui che conosce così bene il tempo possiede forse la chiave dell’enigma?

 


Balliamo e cantiamo con il Piccolo Principe


Se ancora non l’avete ascoltato, vi proponiamo uno dei successi musicali dello spettacolo del Piccolo Principe in scena presso il teatro lirico di Belfast: Welcome to B612! interpretata da Niamh Perry (Mama Mia, Love Never Dies). Oggi la sua voce è quella del Piccolo Principe che ci invita sul suo piccolo pianeta.

The Little Prince Musical « Welcome To B-612″ by The Little Prince Musical

Ai nostri internauti fan delle commedie musicali offriamo questa canzone intitolata The Arrival of the Rose. È Cassandra Compton, finalista di X Factor, che incarna il fiore all’origine della partenza del Piccolo Principe…

The Arrival of the Rose by slecointe


Brasile: una nuova esposizione!


Dopo Sao Paulo e Rio de Janeiro, l’esposizione del Piccolo Principe fa tappa a Campinas. È letteralmente l’intero universo del libro ad essere esposto sottoforma di statue, di ricostruzione di scene chiavi del libro o ancora di installazioni interattive e artistiche: sopra un muro bianco immacolato si può leggere “Disegnami una pecora”: ai giovani visitatori non resta altro che lasciar parlare il proprio talento artistico. Tra il divertimento e lo stupore,  tutti imparano qualcosa di più sul libro di Antoine de Saint-Exupéry.

Il Piccolo Principe è un libro venerato da un intero paese e studiato nelle scuole. Ogni evento intorno al Piccolo Principe conosce un vero successo popolare.

Per saperne di più visitate il sito Internet dell’evento e scoprite subito qualche immagine di questa bella esposizione.

 


L’avventura Grévin


Dopo il successo della serie del Piccolo Principe su France 3, il Museo Grévin ha accolto il Piccolo Principe tra le sue mura il 14 dicembre 2011. Come promesso, vi invitiamo a scoprire il grande lavoro che ha consentito la realizzazione di questo evento: dalla scoperta del prototipo all’inaugurazione al Museo – tutto vi sarà raccontato in questo reportage esclusivo.


Il Piccolo Principe è entrato al Grévin


Lo scorso mercoledì abbiamo potuto scoprire il Piccolo Principe e i suoi amici. In uno spazio interamente dedicato a lui, il Piccolo Principe invita piccoli e grandi sull’asteroide B612. I bambini possono mettersi in posa accanto al Piccolo Principe per una foto ricordo, oppure disegnargli una pecora sulle lavagne digitali!
Se il vostro sogno era di visitare B612 oggi lo potete realizzare grazie al lavoro dello scultore Stéphane Barret e di tutte le equipe del museo Grévin. Arrivederci a presto per un reportage sulla realizzazione di questo capolavoro!


Gli scatti dello spettacolo


Presentata lo scorso fine settimana a Belfast, la commedia musicale ha ricevuto un’accoglienza entusiastica da parte del pubblico e della stampa nazionale. Il casting a predominanza femminile annovera diversi talenti abituati agli spettacoli musicali. Tra queste ugole d’oro, Cassandra Compton, talento scoperto dalla trasmissione televisiva The X-Factor nel 2005 e che da allora non ha più lasciato le scene.
In attesa di potervi dire di più sulla genesi dello spettacolo e sul suo casting, vi lasciamo queste fotografie scattate in occasione della prima.

 


Il Piccolo Principe sulla pelle


Adorano il Piccolo Principe. Il libro e il suo messaggio li hanno profondamente segnati. Hanno scelto di farsi tatuare ispirandosi al Piccolo Principe per esprimere la loro passione. Sono in tanti a essere passati dalla semplice citazione del testo alla riproduzione di un acquarello di Saint-Exupéry.

Una volta considerato marginale o addirittura riservato a individui poco raccomandabili, il tatuaggio poco a poco è diventato una pratica usuale per categorie sociali sempre più ampie. Lo si può spiegare con l’evoluzione delle mentalità ed anche con il fatto che da un po’ di tempo un discreto numero di personalità (attori, sportivi, cantanti) esibisce con orgoglio i propri tatuaggi…

Una pratica ancestrale
Se si risale alle civiltà più antiche, ci si rende conto che il tatuaggio non è un semplice ornamento ma anche un modo per comunicare messaggi, come certi exploit, la categoria sociale di appartenenza oppure il segno totemico protettore. Anche nel XXI° secolo, chi si fa tatuare lo fa per il bisogno di dire cose che lo riguardano, far conoscere la sua identità, la sua storia, una tappa importante della sua vita.

Per alcuni di noi il Piccolo Principe può rappresentare in realtà un momento determinante. Questa lettura ci ha aperto gli occhi, ci ha permesso di crescere, di capire meglio il mondo, di spiegarcelo in modo diverso. È un’esperienza indimenticabile. È naturale perciò che qualcuno cui piacciono i tatuaggi abbia voglia di avere sulla pelle un messaggio del Piccolo Principe, per non rischiare di diventare come quegli “adulti” che dimenticano l’essenziale. Entra dunque in un negozio per tatuaggi e chiede che sua sulla pelle venga incisa una citazione del libro. È un motto, una massima o un semplice ricordo.

Acquarelli densi di significato
Il Piccolo Principe deve il suo successo anche agli acquarelli dell’autore che ha preferito arricchire il suo testo con disegni semplici e suggestivi che ricordano l’universo magico ed autentico dell’infanzia. Queste immagini sono ben più di semplici illustrazioni: sviluppano il pensiero dell’autore, lo amplificano, gli danno una consistenza visiva. Poetiche e intelligenti, per qualcuno possono diventare le icone di un testo che ritengono sacro. Il tatuaggio è un modo per appropriarsene, ma anche per esprimere il proprio affetto per il piccolo personaggio di Saint-Exupéry, o per rivendicare alcuni dei suoi insegnamenti.

Si potrebbe dissertare a lungo sul “perché” di tale gesto. Abbiamo preferito dare la parola ai nostri amici internauti, perché ci raccontino la storia del loro tatuaggio.

«Ho un tatuaggio del Piccolo Principe sul braccio. Rappresenta una rosa sotto una campana di vetro in grado di proteggerla dal freddo o dalla pecora che potrebbe mangiarla. La scritta dice: «Man sieht nur mise dem Herzen gut.». Che significa: “Si vede bene solo con il cuore”. Il cuore è un cuore vero. L’ho fatto per ricordarmi che bisogna imparare a conoscere la gente in profondità, senza giudicarli per il loro aspetto.» - Alexandra Becker

«Per me, il Piccolo Principe non è soltanto la storia di questo essere puro che fa domande senza mai dare nessuna risposta. È un racconto filosofico che ci ricorda ciò che potremmo dimenticare di noi stessi. Per questo ho voluto che venisse inciso nella mia pelle, come è inciso nel mio cuore. Ho scelto il disegno che rappresenta il Piccolo Principe mentre piange quando capisce che ci sono migliaia di rose simili alla sua, ma la Volpe gli farà capire che in realtà è una rosa unica. Il mio tatuaggio riproduce esattamente il disegno di Saint-Exupéry, ho preso tuttavia la libertà di aggiungervi una rosa rossa. Questo ha cambiato completamente il messaggio del disegno, sono d’accordo, ma come farsi tatuare Il Piccolo Principe senza la sua rosa? Ecco come, da oltre 10 anni, Il Piccolo Principe mi accompagna nella vita …» - Ange Virtuel

«Questo tatuaggio è stato fatto nel marzo 2009. Alcuni mesi prima (il 1° novembre 2008 esattamente), abbiamo perso nostro figlio Braegan alla fine della gravidanza. Parlando di lui noi lo abbiamo sempre chiamato « piccolo principe ». Allora mio marito, per tenerlo per sempre con sé, lo ha fatto tatuare sul petto. Sta là, come seduto su di lui, non lo lascia mai, resterà per sempre nei nostri cuori.» -Delphine Wispelaere


«Ho deciso di farmi tatuare questo disegno per una ragione ben precisa: Sapete che Saint-Exupéry mostrava i suoi disegni a altre persone vedere le reazioni. Io mostro il mio tatuaggio per mettere alla prova la gente. Funziona benissimo, so quello che pensano del libro. Se lo hanno letto, puoi capire rapidamente quale è il loro punto di vista sulla vita. Questo sistema funziona!» -Can

«Il significato del tatuaggio per me è legato al disegno che ho scelto e alla sua posizione sul mio corpo. Ho un tatuaggio del Piccolo Principe sulla scapola. Ho scelto il disegno in cui lo si vede di schiena, seduto su una sedia, mentre guarda lontano. Dato che sta sulla mia scapola e che è di schiena, guarda nella mia stessa direzione. Così è il testimone della mia vita» -Özgue Gülen


  «Il Piccolo Principe è sempre stato una delle mie storie preferite. Molti membri della mia famiglia me l’hanno letta in francese, in ebraico, in inglese ed anche in tedesco. Non gli attribuivo un significato particolare quando ero bambino, a parte che mi sentivo in sintonia con il racconto. Poi sono cresciuto e assieme alla mia amica Anne-Cath, ho preso coscienza dei diversi temi affrontati e mi sono innamorato di nuovo di lui e della sua storia.
Quando ho avuto 30 anni, ho fatto fare un solo ed unico tatuaggio (per il momento). Era un omaggio a un’infanzia piena di bellezza, di tristezza, e a un mondo che ancora oggi non capisco del tutto. Questa illustrazione per me era magnifica perché Il Piccolo Principe si trova in un campo bellissimo, piange pur sapendo che i fiori non rappresentano nulla di particolare in quanto non sono la sua rosa. La rosa è molto egoista ma il Piccolo Principe l’ama, come ama il suo piccolo mondo, che non è quello nel quale si trova. È una storia triste piena di speranza e mi piace.»
Patrick Shearer

«Quando ho compiuto 18 anni, mi sono fatto tatuare sull’interno del braccio sinistro “tu diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato” con il disegno del deserto e della stella dell’ultima pagina. Leggendo il Piccolo Principe a scuola, ho capito che mi aveva cambiata e aveva cambiato il modo in cui vedevo il mondo e quello di rapportarmi con la gente.

Ho sempre avuto difficoltà a farmi degli amici perché abbiamo traslocato molte volte. È difficile stabilire legami con la gente quando sai di partire dopo pochi mesi, dunque io non ho mai avuto amici come sostegno stabile. Ma ho letto il Piccolo Principe nel corso di inglese in seconda (allora avevo soltanto 15 anni) e soprattutto questa frase mi andava a pennello e mi ha fatto vedere la vita in modo diverso.
Mi sono resa conto che anche se avevo pochi amici, erano amici stupendi, che mi apprezzavano per quello che ero, anche se non ho un carattere facile. Mi vedevo, in un certo senso, come la Rosa e per la prima volta nella mia vita capivo di essere circondata da persone che amavo e che mi ricambiavano.
Leggere il Piccolo Principe mi ha fatto capire che siccome li amavo, li avevo addomesticati e perciò farò per sempre parte della loro vita. Anche se traslocassi ancora o se la nostra amicizia finisse, si ricorderebbero di me e io mi ricorderei di loro. E sarei felice e mi sentirei meglio perché avrei sempre il loro ricordo per farmi sorridere. Tutti i giorni quando mi alzo vedo il mio tatuaggio e mi ricorda che sono amata e che contraccambio amando. Penso di farmi tatuare un’altra frase: “si rischia di piangere un po’ se ci si lascia addomesticare” e la tana della volpe sull’altro braccio.)
»- Shelby Bolton

Une pratique ancestrale
Si l’on remonte aux plus anciennes civilisations, on se rend compte que le tatouage n’est pas un simple ornement mais aussi une façon d’afficher quelques informations utiles, tels certains exploits, la catégorie sociale ou encore le signe totémique protecteur. Au XXIe siècle également, celui qui se fait tatouer le fait par besoin de dire des choses le concernant, faire connaître son identité, son histoire, une étape importante de sa vie. Pour certains d’entre nous, le Petit Prince peut en effet représenter un tel moment crucial. Cette lecture nous a éveillés, elle nous a permis de grandir, de mieux comprendre le monde, de l’éclairer différemment. C’est une expérience inoubliable. On comprend alors que certains qui ont le goût du tatouage veuillent inscrire sur leur peau le fait que le message du Petit Prince les guide, et qu’il ne faut pas l’oublier – et devenir une de ces « grandes personnes » qui oublient l’essentiel. Ils poussent la porte d’un cabinet de tatouage et demandent qu’on leur appose sur la peau une citation du livre. C’est une devise, une maxime ou un simple souvenir.


RAFAEL, DISEGNAMI UN PICCOLO PRINCIPE


Molti artisti hanno reso e rendono ancora omaggio al Piccolo Principe. Rafael Valle Barradas, giovane brasiliano di 29 anni, gli ha già dedicato diversi disegni.

Rafael vive nel Pernambuco, uno degli Stati del Nord-Est brasiliano. È un giovane attivo, designer di videogiochi. realizza illustrazioni e cartoni animati per la televisione. Come molti adulti Rafael ha letto il Piccolo Principe quando era bambino. Lo ha riletto recentemente e immediatamente il suo blog si è arricchito di alcuni nuovi disegni dedicati a lui.

Disegni che ci parlano
Il disegnatore si è divertito a rappresentare il Piccolo Principe a modo suo, al tempo stesso infantile e moderno. Il disegno intitolato “il Piccolo piccolo Principe”, mette in scena un “bebè” che gioca spensierato con una rosa con le spine in evidenza. Il candore di un amore innocente. I genitori, un aviatore e una mamma molto ansiosa per suo figlio, provano a fargli capire che le spine pungono. L’amore rischia di far male… Ogni disegno è espressivo, ci rimanda al testo di Antoine de Saint-Exupéry e ci porta una nuova luce piena di emozioni e di ricordi.Quando gli chiedono il suo parere sui disegni dell’autore, Rafael risponde che li trova tutti perfetti, abbinati al testo in modo meraviglioso. Il suo è l’omaggio di un artista ad un altro artista. Rafael, che lavora con le nuove tecnologie, non ha ancora elaborato un progetto preciso riguardante il piccolo principe, ma ha alcune idee in merito.
Il libro e l’artista
In attesa di concretizzarle, l’illustratore propone sul suo blog dei disegni e alcuni savescreen per lo schermo del computer. Secondo lui, il racconto di Saint-Exupéry commuove il lettore e lo istruisce. Ci tocca con la purezza dei sentimenti del piccolo principe per la sua rosa. Il successo del Piccolo Principe non si esaurirà mai, dice, poiché «i lettori si sentono bene grazie ai messaggi del libro». Vorrebbe che le future generazioni trovino sempre nel racconto di Antoine de Saint-Exupéry «uno stimolo per crescere bene»”. A 29 anni, Rafael dice di non essere un adulto come quelli del libro. Dopo aver scoperto l’adattamento a fumetti pubblicato recentemente in Brasile, il bambino che vive sempre in lui spera segretamente nell’arrivo di un videogioco dedicato al Piccolo Principe. Per saperne di più: il blog di Rafael Valle Barradas http://rvbar.wordpress.com

Michael Pätel: un collezionista eccezionale


Quelli che conoscono Michel Pätel, il nostro amico tedesco, saranno sedotti dal suo francese perfetto e dalla sua gentilezza. Ma ciò che fa di lui una persona eccezionale è la sua collezione che riunisce circa 2000 copie del Piccolo Principe.

Michael Pätel vive vicino a Francoforte. La sua storia con il Piccolo Principe è piuttosto comune: «un libro ideale per insegnare le lingue», ci dice confidandoci che è con il racconto di Antoine de Saint-Exupéry che ha iniziato a imparare la lingua di Molière. Conserva nella sua biblioteca le edizioni francese e tedesca della sua infanzia. Un giorno, in un viaggio in Messico, si vede offrire un’edizione spagnola. È la scintilla. Al suo ritorno in Germania, Michael Pätel si procura le edizioni russa, greca e italiana: «Per amore delle lingue!»

È l’inizio di una raccolta unica al mondo
Innamorato delle lingue e curioso, Michael Pätel si mette in cerca di altre edizioni del Piccolo Principe. Le confronta, cerca le particolarità linguistiche delle varie versioni, si stupisce della diversità degli alfabeti, confronta le nuove illustrazioni con i disegni di Antoine de Saint-Exupéry. Quando apprende che ci sono quarantaquattro versioni diverse in spagnolo, Michael Pätel è preso dalla smania di procurarsele: vuole sapere se «disegnami una pecora» si dice in modo diverso in Argentina, in Venezuela, in Cile… Michael Pätel è anche un grande viaggiatore. Ogni volta che si trova in un paese straniero, la sua prima preoccupazione è quella di cercare le versioni locali del Piccolo Principe. Il collezionista inizia ad interessarsi anche ai traduttori, a quello che li distingue, alle ragioni che li fanno tradurre in maniera diversa questa o quella parola, questa o quella espressione dell’originale francese.
Piano piano, la raccolta si arricchisce. Oggi conta 2000 esemplari e più di 500 registrazioni del Piccolo Principe. Grazie ad Internet, Michael Pätel è al corrente dell’esistenza di altri collezionisti sparsi ovunque nel mondo. Li contatta. Fanno scambi, si danno informazioni per procurarsi le edizioni mancanti.Se siete collezionisti alla ricerca della perla rara, vi consigliamo vivamente di andare sul sito Internet di Michael Pätel. Scoprirete una raccolta ricca e sconosciuta. Ma attenzione, Michael Pätel non è quel come l’uomo d’affari incontrato dal Piccolo Principe, che vuole possedere “le stelle” per il piacere di possedere. La sua raccolta è il frutto di una passione, di un desiderio “di addomesticare” allo stesso tempo le lingue e quel Piccolo Principe che per lui è diventato un amico.Scoprite senza più attendere il sito di Michael Pätel: siamo sicuri che vi affascinerà!
Notre rencontre avec Michael Pätel en 2009

LOU LUBIE: L’accenditrice di lampioni


Il Piccolo Principe è un classico che ispira il regista, lo scrittore, il musicista, il disegnatore di fumetti, il coreografo…! E ora anche i creatori di videogiochi. È il caso di Lou Lubie. Ha 19 anni ed è una studente di “game design” (creazione di videogiochi). Ha appena inventato un videogioco ambientato nell’universo del Piccolo Principe.

Quando era ancora una ragazzina, sua mamma, grande ammiratrice del Piccolo Principe, le regala un libro-cassetta. Ritrova poi il piccolo personaggio di Saint-Exupéry a scuola, dove le fanno studiare la storia nei minimi dettagli: «quel che ci voleva per farmela odiare», racconta Lou.

Appuntamento mancato e riconciliazione
Convinta che questo libro scolastico non abbia nessun interesse, lo mette via sulla libreria insieme agli altri libri scolastici. Nel 2008 Lou, per far piacere a sua madre le compra il fumetto di Joan Sfar e, prima di fare il pacchetto regalo, getta un’occhiata al Piccolo Principe. «è stata la grande riconciliazione! I disegni attirano l’attenzione e illuminano il fumetto, improvvisamente le parole mi colpiscono…» Lou pensa alla solitudine dell’aviatore perso nel deserto, alla sua emozione quando incontra questo piccolo sconosciuto, l’incanto suscitato delle sue storie strane, ma non proprio del tutto. Lou ritrova nella sua libreria il libro di Antoine de Saint-Exupéry e lo legge d’un fiato: «Gli episodi prendevano un senso che non avevo mai colto. Avevo certamente bisogno di diventare un’adulta per poterlo capire».

Il gioco dell’accenditore di lampioni
Nel contesto dei suoi studi, Lou deve immaginare un videogioco. Le consegne sono rigide: «Realizzare un gioco di tiro». Lou ha subito un’idea in testa: «Provare che un gioco di tiro non è necessariamente violento, che può divertire con dolcezza e con un approccio armonioso.»  Lou pensa che potrebbe trovare quello che cerca nel famoso pianeta dell’altrettanto famoso accenditore di lampioni. Il risultato è inatteso: l’ambiente è piacevole, il gioco intelligente, l’eccitazione poetica, la sfida significativa. Un riverbero nella notte diventa il puntatore dei giochi di tiro. Quale potrebbe essere l’obiettivo? La notte cade e gocce di oscurità invadono lo spazio; il clic del giocatore è una scintilla che le distrugge. Ogni livello si conclude con la comparsa di un lampione: deve essere acceso prima che la prima goccia di notte raggiunga il suolo del pianeta. Il gioco è ingegnoso e fa sognare: quando una goccia di oscurità scompare, cede il posto a una nota di musica.

Una ragazza ha incrociato il Piccolo Principe e il loro incontro ha prodotto un piacevolissimo momento di relax e poesia.

Lou Lubie è inoltre autrice di un romanzo per ragazzi ed ha realizzato uno scenario per fumetti. Propone agli internauti il primo “forum disegnato”: i messaggi scambiati e le risposte sono dei disegni. Il suo sito ha già suscitato una grande quantità di contatti attorno al Piccolo Principe.

Per giocare all’accenditore di lampioni, andate alla sezione: divertiti con il Piccolo Principe. Trovate tutto l’universo di Lou Lubie sul suo sito Internet.