Studiare il piccolo principe

Il Piccolo Principe di rado è oggetto di una ricerca universitaria. È stato tuttavia il caso di Laurent de Galembert, oggi insegnante, che gli ha dedicato la sua tesi di specializzazione: La grandezza del Piccolo Prince. Laurent non ha ancora 6 anni quando, prima ancora di saper leggere, incontra il Piccolo Principe. Il suo “primo libro” è in realtà una cassetta audio: Gérard Philippe legge il racconto di Saint-Exupéry. Le inflessioni ammalianti di quella voce così strana restano nella memoria del bambino. Più tardi, fa la vera scoperta di Saint-Exupéry leggendo Citadelle. Giunto quasi alla fine degli studi universitari, vuole capire il fascino così particolare del testo che lo aveva sedotto quando era bambino.

L’analisi del Piccolo Principe
In realtà, questo testo scritto per i bambini ma rivolto agli adulti, è un racconto o un mito? Scartata l’idea di un approccio biografico, che non permette di capire i meccanismi di un testo, o psicanalitico, a parer suo non pertinente in questo caso preciso, Laurent de Galembert preferisce sezionare il testo con gli strumenti dell’analisi formale di Propp e di Greimas. Scopre che il viaggio del piccolo principe è una “parodia” di racconto filosofico. Laurent de Galembert definisce il procedimento dell’autore come un “ibrido”: sfruttando una forma letteraria tradizionale, per farne una parodia l’autore compie un’operazione che conduce nel mondo del mito. Questo spiega, per Laurent de Galembert, il successo e l’universalità del Piccolo Principe, che seduce con il lato candido del racconto e al tempo stesso con quello, molto più profondo, del mito, conquista il suo pubblico infantile con un racconto di un’estrema semplicità e il suo pubblico adulto con una visione che dà un senso al mondo.

Laurent spera che il suo lavoro farà tacere coloro che rimproverano al testo una certa “sdolcinatura”: contrariamente a quello che potrebbe far pensare una lettura superficiale, il testo del Piccolo Principe è contemporaneamente denso di nostalgia poetica e di disperazione che trova rimedio soltanto nella convinzione che il mondo che ci circonda è apparenza. Identificando i diversi livelli possibili di lettura, Laurent de Galembert mette in luce la straordinaria ricchezza di un testo la cui semplicità è un mezzo per accedere ad altri significati, molto più complessi.

8 anni dopo
Laurent de Galembert di è laureato a pieni voti grazie alla sua tesi, poi pubblicata dalla casa editrice Le Manuscrit. Oggi la però trova insufficiente: «penso che alcune cose vadano riviste», dice. Nel frattempo ha messo on-line la sua tesi. Immediatamente la sua casella di posta si è riempita di messaggi provenienti da tutto il mondo: universitari che cercano informazioni, sconosciuti che dichiarano la loro passione per il Piccolo Principe, altri che chiedono il suo parere sulla loro interpretazione del racconto filosofico di Saint-Exupéry.
Al di là dell’analisi letteraria, Laurent de Galembert è sempre legato al Piccolo Principe, commosso da un testo che ci insegna che il nostro corpo è una corteccia: «sono divertenti le vecchie cortecce», sono soltanto la spoglia di ciò che rimane, di ciò che è imperituro, come lo è Saint-Exupéry sempre presente nella nostra vita grazie al suo piccolo personaggio. Laurent de Galembert ha in casa uno scaffale intero dove sono sistemati vari oggetti che parlano del Piccolo Principe. Saint-Exupéry per lui è sempre un riferimento: nessuno parla della “fraternità” meglio di lui.

Troverete i suoi diversi lavori nel suo sito web : http://nitescence.free.fr/memoires.htm

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